In difesa del concetto di povertà educativa
Prendendo le mosse da un recente e lucido articolo di Giulio Cederna sulle pagine di Domani, emerge con forza l’urgenza di una riflessione che non si limiti alla sola redistribuzione economica. La povertà culturale, infatti, non è una semplice assenza di nozioni, ma il restringimento dello spazio di comprensione del mondo.
Il prevalere della dimensione politica riduce la cultura a semplice strumento di schieramento.
La carenza di cultura si traduce nella difficoltà di vivere la complessità e di guardare il presente "dal suo confine esterno".
Per costruire quella «alleanza necessaria» contro le disuguaglianze evocata da Cederna, serve allora un'architettura culturale capace di restituire all'individuo il diritto al dubbio e alla parola critica. È solo riconquistando questa distanza dal conformismo che il pensiero può tornare a essere radicale, sottraendo l'umano all'appiattimento di un'epoca che scambia l'iperconnessione per sapere e lo slogan per verità.


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